6 Febbraio 2015 – CULTURA.BZ.IT

La grande mostra speciale di quest’anno nell’ambito della 19° ART Innsbruck si segnala come un evento sensazionale in quanto presenta non solo uno degli artisti più significativi dell’ultimo secolo, ma mostra inoltre una sfaccettatura ancora quasi del tutto sconosciuta della produzione artistica di questo misterioso e mutevole grande maestro della pittura figurativa surreale.

nac2698_imgqaycKJ

Nella mostra promossa da Milionart, società di Innsbruck attiva nel commercio di oggetti d’arte insieme ad ART Innsbruck dal titolo “Francis Bacon Drawings” si possono ammirare 16 meravigliosi disegni e pastelli dello straordinario pittore irlandese che riflettono, pur nella loro selezione, l’intera opera pittorica.
Con la mostra speciale di quest’anno dal titolo “Francis Bacon Drawings”, Johanna Penz, fondatrice di ART Innsbruck, è riuscita ancora una volta in un’impresa davvero speciale. I disegni presentati nell’ambito della prossima 19° ART Innsbruck di questo artista enigmatico, icona del XX secolo, verranno mostrati per la prima volta in Austria dopo mostre in Brasile, Taiwan, Venezia e Praga. Ciò è stato possibile grazie agli stretti contatti di Milionart, ambiziosa società di Innsbruck attiva nel campo dell’arte e degli oggetti di valore con la “Francis Bacon Foundation of Drawings donated to Cristiano Lovatelli Ravarino” che comprende circa 500 disegni e pastelli realizzati negli anni settanta e ottanta.

Ravarino è considerato l’amante italiano segreto e il compagno di viaggio di Bacon nei suoi ultimi due decenni di vita. In questa fase, Bacon intraprese ripetutamente lunghi viaggi in Italia dal carattere avventuroso e in incognito per sfuggire alla notorietà e alla dimensione ristretta del proprio atelier. Ciononostante, nel corso di tali viaggi, Bacon fu instancabilmente attivo dal punto di vista artistico, passò per la prima volta nella sua carriera artistica soltanto all’uso di matita e carta dimenticando tela e mescolanze di colori e iniziò a riflettere graficamente i temi centrali della propria vita artistica. Così anche nei disegni e nei pastelli si ripetono i motivi di base che alla fine lo hanno reso famoso e ancora in vita lo hanno stilizzato come una leggenda enigmatica. Molto era infatti noto della sua vita ma molto venne anche taciuto o più precisamente ricondotto ad alcolismo e alla passione per il gioco. Gli eccessi fisici e morali che visse e si concesse fin dalla prima giovinezza con carattere autodistruttivo lasciarono senza dubbio tracce inequivocabili nei suoi quadri intrisi di dolore e si rivelano sia nei quadri ispirati al dipinto del Papa di Velázquez, nei tipici trittici della crocifissione così come nei suoi inconfondibili (auto)ritratti. I suoi corpi, ammassati quasi a formare montagne di carne, e i suoi volti deformati fino ad essere addirittura irriconoscibili sono senza dubbio le caratteristiche centrali del suo stile artistico. Con ognuno dei suoi quadri, Bacon sembra esternare in modo dimostrativo il peso interno del dolore della creatura umana in modo da non poterlo più negare o ignorare. “My painting is not violent; it´s life that is violent“, era solito affermare Bacon. E non a caso uno dei suoi detti preferiti era: “La realtà lascia le sue ombre.”

Per la responsabile di ART Innsbruck, Johanna Penz, la mostra speciale di quest’anno è un colpo di fortuna davvero unico perché Bacon è considerato uno degli artisti più significativi dell’ultimo secolo e i suoi quadri fruttano cifre astronomiche nelle aste d’arte. E assume ancor più un significato speciale perché proprio i disegni consentono di farsi un’idea sublime dell’arte di Bacon. La raccolta stessa è considerata un consiglio da esperti anche se già diversi importanti storici dell’arte se ne sono già occupati in modo approfondito. Tra essi possiamo citare proprio Edward Lucie-Smith, il famoso scrittore d’arte e direttore della mostra di origini giamaicane che la fondazione è riuscita a ottenere anche come curatore. Ad ART Innsbruck, fondata da Johanna Penz 19 anni fa, quest’anno è tutto all’insegna della novità. Così la fiera d’arte di Innsbruck si sposta per la prima volta nel grande e rappresentativo padiglione A ed ampia inoltre il proprio portfolio per abbracciare l’arte pregiata e antichità del XIX secolo. “Proprio con questo rilancio e anche con la spettacolare mostra speciale desideriamo mostrare ancora una volta al nostro stimato pubblico quanto sia sfaccettato ed esaltante il mercato dell’arte“, dichiara Johanna Penz, che afferma chiaramente: “Tutto si può dire di ART Innsbruck ma non che mostri segni di stanchezza o vecchiaia. Anche in futuro rimarremo giovani e non convenzionali.“

Elisabeth Trompedeller – Cultura.BZ.IT